Aggiornamento 14 gennaio: il nuovo attacco di De Chiesa
Si è parlato molto nelle ultime settimane di Giada D’Antonio e del suo debutto da giovanissima in Nor-Am, suddiviso addirittura in due parti. Questo ha significato portarla due volte in trasferta in America con qualche risultato incoraggiante nel primo caso, e un mezzo disastro nel secondo (quattro uscite su quattro gare e quasi tutte dopo poche porte).
Tutti ci siamo chiesti se la ragazza partenopea avesse pagato la troppa attenzione mediatica e lo stress causato dalla grande pressione su di lei. Immaginiamo che le Federazione abbia fatto di tutto per tranquillizzarla, ma sembra abbastanza evidente che anche in Fisi regni il terrore di compiere gli stessi errori fatti con Lara Colturi e che questo stia un po’ influenzando il processo decisionale.
In ogni caso, incalzato sull’argomento nella sua rubrica su Oasport, Paolo De Chiesa, commentatore tv e gloria del nostro sci, non si è fatto pregare e ha attaccato:
“Io non sono d’accordo su questa smania di bruciare le tappe. Queste giovani vanno lasciate in pace a fare la loro trafila. Ha 16 anni, non 25. Perché non si dedica alle gare FIS? Mi sembra una chiara reazione al ‘caso Colturi’, perché nella mia vita non avevo mai visto una ragazzina mandata per due volte in America nel giro di un mese. Questo è il nuovo sistema? Ben venga, ma io sono contrario. Si genera una pressione gratuita per i ragazzi. Se uno è forte, viene fuori per forza, senza scorciatoie. Tomba a 15 anni ha dovuto lottare per entrare in squadra perché era dell’Appennino: lo deve ad Alberto Marchi, detto Paletta. Ma Tomba non andava di certo a fare le Nor-Am.”
Sarebbe interessante una presa di posizione pubblica della Fisi sull’argomento.
