Ieri vi abbiamo detto del rischio chiusura dello Stadio del Nuoto di Taranto, costruito per i Giochi del Mediterraneo, ma troppo bello per essere vero, è proprio il caso di dirlo. Per riassumere la questione in tre righe: si è voluto costruire un impianto senza pensare al domani. I soldi per costruirlo c’erano ma si è preferito non pensare al futuro, ovvero che una cattedrale di questo genere in seguito avrebbe avuto costi gestionali fuori misura.
E dunque la parola è passata alla Federazione, che ha inviato il segretario Antonello Panza ad aprire un dialogo col Comune guidato dal sindaco Piero Bitetti. La Fin ha proposto di prenderlo in gestione direttamente a patto che il Comune di Taranto contribuisca rifondendo gli oneri di gestione, che dipendono in buona parte dalle batterie di accumulo dell’energia dei pannelli solari sulla copertura.
La risposta del sindaco tuttavia è che mancano i fondi. A questo punto la parola passa di nuovo al presidente Paolo Barelli, la cui posizione politica di rilievo potrebbe aiutare. Ricordiamo che i costi complessivi ammontano a un milione e mezzo di euro. Una cifra importante.
