Dopo aver denunciato la situazione a rischio chiusura dello Stadio del Nuoto di Taranto, costruito per i Giochi del Mediterraneo, proviamo a fare il punto su un’altra realtà importante del Sud, lo Stadio del Nuoto di Caserta, anch’essa lontana dalla riapertura.
La piscina di via Capitano Laviano, di proprietà della Provincia di Caserta, è chiusa dall’ormai lontano 1 aprile 2025 e appare ormai confermato che anche quest’anno non riaprirà. La speranza infatti è che l’imminente inizio della stagione dei corsi, col relativo indotto, potesse sbloccare la situazione e invece così non sarà.
Il problema qual è? Fondamentalmente che manca il certificato antincendio e servono interventi di adeguamento per un valore di diversi milioni di euro. E la Provincia non vuole accollarseli in una città in cui oltretutto ha già chiuso anche la piscina comunale e in cui il nuoto di fatto è diventato un alieno.
La cosa peggiore è che non arrivano risposte dall’ente proprietario, per il solito scarico di responsabilità cui in Italia siamo purtroppo abituati. Eppure una fiammella di speranza si era accesa quando a inizio anno 2026 la Provincia aveva sottoscritto un protocollo di collaborazione con la Federazione Italiana Nuoto. L’intesa prevedeva che la FIN a titolo gratuito supportasse la progettazione di conformità alle normative vigenti, mentre la Provincia doveva farsi carico degli oneri professionali e degli adempimenti individuati.
Ma l’entità di questi oneri ha presumibilmente dissuaso l’ente e quindi una città intera se vuole fare nuoto deve migrare verso altri lidi.
